BOSS LEVEL
Un video-game fatto a film... o viceversa?

L’orologio in primo piano ti sembra anomalo, ha le ore al contrario, poi realizzi che è un’immagine riflessa e capisci che sei in un tempo strano, perché tutto questo succede tutti i giorni.
Ciack, si gira, azione: e che azione sia, come finivo un articolo fa in questo “cinewrapper”. Allora eccola qui l’azione: della serie “loop” temporali un eclatante Joe Carnahan ci sbatte ferocemente nella quotidianità pulp ripetitiva ossessiva di un video gioco; a cominciare dalle didascalie pixellate. Anch’io come Quantum Tarantino de “i400 calci” (consiglio ancora di leggerne la recensione) non ho visto o quasi nessun film di Carnahan, fatta eccezione per “A-Team”, visto per affezione alla vecchia serie TV. La mia non era una scelta voluta come per non sottostare alla moda che vede un inanellarsi di opere sul solito tema , ma solo un caso. Adesso però me li vado a rivedere da Narc, Smoking aces, Training day, etc etc. ( e comunque A-Team non mi era dispiaciuto).


Forse resterò deluso, ma non fa niente. Questo Boss Level spacca di brutto! Gli interpreti azzeccati, un Frank Grillo sopra le righe, Mel Gibson lo conosciamo bene, Naomi Watts forse é un po' "sprecata" qui; il riferimento esplicito ai video games, un mucchio di battute e citazioni ironiche, magari smentite dall’evolversi della scena (come quella famosa da Indiana Jones); ritmo veloce e azione vertiginosa e ancora azione, interrotta solo da qualche periodo esplicativo di qualcosa di così scontato che non avrebbe nemmeno bisogno di esplicazioni: la famiglia, il bambino, l’amore… ma poi cosa stanno combinando con quella cosa segreta semigovernativa, poco chiara che ha a che fare con un tale Osiris Spindle ? Boh!? Che importa? “Stunts and special effects don’t interrupt the plot, but are the plot”, ricordate? In questo caso “the video-game is the plot”. E così sia. Il risultato è una serie di giorni eroi-comici da sballo! Difficile trovare un finale col bot,
to per un film così e resta un po lì in stand by, ma lo accettiamo com'é. Forse non resterà negli annali del cinema, ma anche quei criticoni di rogerebert.com gli hanno appioppato tre stellette… e non è poco.
Quindi, non perdetevelo: un’oretta e mezza o poco più di sano spettacolare fuordimelone divertimento; ne vale la pena.
Ciao
Anton


