E' da un po' che io e l'amico Pier Paolo abbiamo cominciato in coppia la costruzione di due modellini di CANT Z 506 B "Airone" ed è il momento di cominciare a rendervi partecipi dei progressi effettuati finora, anche se i lavori hanno proceduto con una certa lentezza. Tuttavia adesso ci possiamo trovare più spesso e intendiamo proseguire più speditamente.
Non mi dilungherò in questa sede sulle caratteristiche di questo idrovolante di per se già molto noto agli appassionati di aerei italiani in generale e di aerei della Regia Aeronautica in particolare. Inoltre già ampiamente rirpodotto da numerosi modellisti. Faremo eventualmente un breve resoconto storico alla fine della costruzione. Per ora accontentiamoci di dire che questo idrovolante prodotto dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico (C.R.D.A.) Cantiere Navale Triestino (CANT), Officine Aeronautiche Monfalcone (poi costruito anche dalla Piaggio) su progetto dell'ing. Zappata è stato uno dei velivoli più riusciti dell'epoca come dimostrano i molteplici primati conseguiti e la lunga vita operativa sia nell'impiego civile che militare e di soccorso. Aggiungiamo solo che forse la novità dal punto di vista modellistico è proprio questa "riproduzione in coppia", dato che ci troviamo appena possibile per lavorare insieme.
I kit di montaggio
Riguardo ai kit in nostro possesso possiamo dire che sono due kit in scala 1/72, diversi ma entrambi un pochino datati, quindi ognuno con i propri pregi e difetti. L'amico Pier era in possesso da molto tempo di un kit Supermodel ed io avevo acquistato già da qualche anno un kit della Italeri, più recente, ma non troppo (probabilmente stessi stampi) seppur recante alcune migliorie e dotato di fotoincisioni per il cruscotto e altri dettagli interni. Le opzioni scelte per la realizzazione sono: una quasi "da scatola" (Italeri) con la livrea della 287^ Sq. R.M. basata in Sardegna; l'altra quella dell'idrovolante utilizzato dal collaudatore Mario Stoppani per il conseguimento di alcuni primati con matricola civile I-LAMA (di cui stamperemo in proprio le decalcomanie). L'intezione ultima è quella di realizzare a fine lavori anche una doppia basetta collegabile raffigurante un idroscalo su cui posizionare i due modelli per l'esposizione.


Lo svolgimento
Il primo lavoro da affrontare è stato quello di allungare di circa cinque millimetri per parte l'apertura alare dato che, come ben sanno i modellisti, i due kit presentano questo difetto. Nel contempo abbiamo accentuato l'evidenza dell'intelaiatura degli alettoni e dei timoni di quota e le alettature dei motori; abbiomo quindi affrontato la realizzazione degli scarponi apportando alcuni miglioramenti di dettaglio come i cinque boccaporti di accessibilità alle paratie stagne. In segutio ci siamo dedicati alla riproduzione degli interni, in particolare della cabina di pilotaggio.
Come dicevo precedentemente, al kit Italeri sono stati apportati miglioramenti ed è fornito di pezzi per la realizzazione dettagliata della cabina piloti e marconista che invece mancano nel datato kit Supermodel e che abbiamo quindi auto-ricostruito avvalendoci di disegni, foto disponibili e dell'altro kit come riferimenti.



Nel frattempo prepariamo i motori, che sono stati acquistati separatamente, con ulteriore dettaglio e colorazione, aggiungendo le aste delle valvole ai singoli cilindri e l'anello di raccordo del collettore di scarico nelle cappottature, e provvediamo ad alloggiarli.


I lavori proseguono con l'assemblaggio dei velivoli:


... e la creazione di alcuni dettagli e particolari. DETTAGLI



bitte per l'ormeggio e altri dettagli:


motori completati e pronti per il montaggio a fine colorazione:



